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Undergroud, quattro chiacchiere con il Boss di Anonymous
25-03-2005 - articoli
di Luca Basilico
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Underground è disponibile nello store e verrà offerto in omaggio fino al 31 Marzo a chi acquista una Tavola anonymous. Per leggere la scheda prodotto del video potete seguire questo Link



Qualche settimana fa dopo un attesa di quasi un anno Anonimous Skateboards ha rilasciato il proprio pimo video sulla lunga distanza. In Underground, così si chiama il video, contiene una parte per ognuno dei componenti del Team... Un video senza fronzoli e veloce che siamo certi sarà da sprone ad un gran numero di skater. Abbiamo scelto di non pubblicare una recensione vera e propria ma di conoscere il video e la realtà di Anounymous attraverso un'itervista a Francesco D'adamo, Boss della company nonchè filmer e montatore di Underground.

Raccontami un pò come quando e perche è nato il progetto Anonymous

Anonymous è un progetto nato più o meno casualmente tra Dicembre del 2001 e Gennaio 2002. Ero da poco tornato totalmente nello skate, trovandolo profondamente cambiato, in ogni suo aspetto, da quando l'avevo mollato da ragazzino. C'era un piccolo gruppo che skatava nella mia città, tra questi anche Giuseppe Pingitore (che in fondo incosapevolmente è un po' l'artefice di tutto ciò), tutti con la caratteristica comune di essere perennemente senza denaro e con tavole scassate. Mi ritrovavo quindi spesso ad essere l'unico con una tavola intera ancora sotto i piedi. Ho iniziato così a comprare qualche tavola blank dagli States per potergliele rigirare a prezzo di costo (o gratis nel caso di Giuseppe) e continuare tutti insieme a skatare... lì ho iniziato a capire come si era trasformata la fabbricazione delle tavole negli ultimi anni, rispetto all'immagine che ricordavo dei primi anni novanta, ma con ancora una scarsissima esperienza in merito. Abbiamo stampato una scritta grezza su alcune tavole, a caratteri cubitali: ANONYMOUS. Poi ho cercato di volta in volta tavole migliori e ho cercato degli skater che fossero interessati a skatarle. Così nell'Aprile 2002 ho avuto modo di conoscere Papik Rossi e Matteo Gatti che con la loro esperienza mi hanno guidato nel cercare di realizzare tavole di qualità. Dopo svariatto vagare e sperimentare abbiamo trovato in pianta stabile una fabbrica estera di eccellente qualità che ci ha permesso di realizzare delle tavole in linea con i nostri desideri. Nel frattempo ci sono state le prime foto, demo, tour, aggiunte e qualche defezione nel team, fino ad arrivare ad oggi. E seppur Anonymous non è certo il progetto più conosciuto, non avrei mai potuto immaginare che le cose prendessero questa piega. Piacevolmente assurdo.


Da sempre mi pare ci sia una gran coereza dietro al concetto ed il messaggio che Anonymous vuole trasmettere, parlamente un pò

Ad essere sincero non penso che la coerenza sia sempre una virtù. La coerenza come viene normalmente decantata è spesso una specie di gabbia nella quale le persone intrappolano la propria voglia di fare. Credo invece nella spontaneità. Nel fare cose a proprio gusto, senza curarsi troppo di mode e giudizi esterni e soprattutto mescolare il tutto con un tocco di ironia. Anonymous è una company nata spontaneamente, casualmente e gradualmente, non è un progetto grafico nato a tavolino per catturare dei gusti in particolare. Come scritto nel manifesto del nostro sito, Anonymous è il nome che abbiamo scelto proprio per non far focalizzare l'attenzione su alcun nome. Un ironico paradosso per dire alle persone di guardare a se stessi ed alle proprie capacità, di non rinchiudersi in una moda, in un aspetto, in un genere musicale, in un unico modo di skatare e vivere. Volevamo che le nostre tavole avessero grafiche semplici, a volte anche rozzone, sia per una questione di costi sia per far sì che nessuno ci si affezionasse più di tanto, perché alla fine è solo legno e non merita altro che essere skateato fino all'ultimo. E penso che tutto ciò sia riflesso anche nel modo in cui abbiamo inteso il nostro primo video.

Raccontaci un pò come è nata l'idea di produrre un video

Inizialmente un po' casualmente. Nel senso che quando ci incontravano per skatare facevo qualche ripresa, da mettere poi su internet come trick singoli dei rider o brevi montaggi. Il materiale ha iniziato ad accumularsi e la possibilità di realizzare un vero video di skate a divenire sempre più concreta. Adoro i video di skate, di ogni tipo, è quello di realizzarne uno a mio modo è sempre stato un mio forte desiderio fin dai tempi di Ban This. Durante tutto il 2004 quindi abbiamo filmato pensando attivamente alla realizzazione di UNDERGROUND, ognuno di noi con un diverso livello di partecipazione. Penso che all'inizio in pochi nel team pensavano a poter fare un video completo. Ma man mano l'idea ha preso sempre più corpo. E la sua concretizzazione sarà anche un grande stimolo per futuri lavori.

Qual è il filo conduttore che lega il Concetto Anonymous ad Underground e come questo ha influenzato le fattezze del video?

E' normale che il nostro modo di vedere lo skate, che comunque apprezzo ed adoro in ogni sua più disparata forma, si rifletta nel video. Un modo di approcciare le cose diretto e crudo, senza distanze. Quindi il video è molto veloce, con titolatura brevissima e praticamente quasi nessuna introduzione ai vari rider. Vi appaiono anche un buon numero di cadute perchè pensiamo sia un altro aspetto non trascurabile di questo gioco. La confezione è essenziale e minimalista. Non ci siamo imposti un modello entro il quale rimanere confinati, ma è il nostro primo video, di una company in fondo di periferia, è non poteva che essere UNDERGROUND di nome e di fatto. In futuro certo le cose, rimanendo nello stesso spirito, prenderanno diverso aspetto.

Dimmi qualcosa a riguardo delle scelte musicali di Underground, sono gusti tuoi, (il produttore) degli skater, oppure sono state scelte assieme?

Alcuni, come Papik, Daniele, Luca, Alex e Romain mi hanno detto quali tracce volevano e le ho usate. Per gli altri ho scelto secondo i miei gusti e secondo una linea che mantenesse buono il ritmo del video, ma ovviamente con il consenso dei diretti interessati. Fillippo Aglietti voleva un pezzo dei Citizens Arrest che non ho voluto usare e si è incazzato a morte con me.... Fortunatamente abbiamo trovato un compromesso per il prossimo video e mi ha perdonato, ehehe. La musica nel video è abbastanza varia con una prevalenza metallosa. Tranne per il brano dei S.O.D. - Seasoning the Obese usato nel pezzo di Pingy penso sia tutto assimilabile, senza essere banale.

Quanto sono durati i lavori per la produzione? e quanto per il montaggio?

Come dicevo prima le riprese sono durate circa un anno e mezzo, tempo italiano. Ciò significa principalmente weekend, feste e vacanze varie. Per il montaggio non saprei dire perchè ho commesso a mio parere l'errore di assemblare man mano alcune parti perchè avevo bisogno di capire come stava venendo fuori il video. Consiglio invece di montare tutto a riprese praticamente finite cercando di tenere mentalmente un'idea di come il progetto stia avanzando, sarà estremamente più breve.

Quale credi siano i limiti più grossi che si incontrano producendo un video in italia, con skater italiani?

Negli stati uniti gli skater appartenenti alle principali company hanno un filmer perennemente appiccicato al culo, pagato dai vari sponsor in perenne lavorazione a parti per svariati video. Quasi la totalità degli skater vive nelle stesse zone e soprattutto vivono di skate. La maggior parte di loro non continua negli studi, non devono lavorare al McDonald, non devono far capire ai genitori che in fondo con lo skate non stanno sprecando il loro tempo. In california poi il clima ti permette di skatare senza pause tutto l'anno. Venendo a realtà europee apparentemente più vicine a noi, anche qui è facile trovare dei grossi poli di aggregazione come Lione, Barcellona, Parigi etc... nei quali il numero e la varietà di spot presenti permette di filmare un intero video con 10,00 € di benzina. Quindi i problemi principali sul filmare un video in Italia con skater italiani sono il trovare buchi disponibili tra vari impegni scolastici, lavoro e inclemenza atmosferica. A questo si aggiunge la diffusa intolleranza nei nostri confronti da parte di tutti i veri skate stopper: vigili, casalinghe, preti, vecchietti, tossici e quant'altro. Ed ovviamente gli immancabili infortuni che a volte posso tenere uno skater fuori per davvero tanto tempo, come accaduto Daniele Tarantelli, che non ha potuto skateare per più di un anno. Questo calderone di ostacoli rende ancor più preziose tutte le produzioni video italiane di questi anni. E non vuole suonare come una giustificazione... è solo la realtà dei fatti. Ci sono un numero incredibile di imprevisti ad ostacolarti che difficilmente uno spettatore può immaginare....

Cosa ti piace del video e cosa invece visto oggi cambieresti?

Se consideriamo tutto il tempo passato nell'acquisire e montare il video, più tutte le volte che l'ho visto con amici e membri del team, diciamo che mi è molto difficile esprimere un parere obiettivo su UNDERGROUND. Nel senso che nella mia testa è ancora frammentato, e solo raramente riesco a vederlo come un progetto unico, finito. Alcune volte nel rivederlo sono completamente soddisfatto, altre meno. Ma penso sia normale. Il rammarico principale è ovviamente quello di non aver avuto i mezzi ed il tempo per seguire tutti alla stessa maniera, quindi più che cambiare qualcosa avrei voluto rafforzare alcune parti, come quella di Luca Doneddu e Manuel Fazzini: hanno una buona parte ma sicuramente che non esprime tutto il loro skateboarding. Sostituirei poi alcune riprese ed inserirei un booklet nel DVD con qualche aneddoto sulla realizzazione del video. Soprattutto non riprendere il Noseblunt del Cecco da quell'angolazione che ha causato la distruzione della mia telecamera!

Gli skater del Team Sono sparsi un pò in tutta italia e soprattutto sono lontani da dove ha sede la company, come fai a mantenere unito un team così sparso? come avete fatto ad organizzarvi per le riprese?

Ci sentiamo continuamente per telefono per aggiornarci su quello che succede. Non passa giorno che non ci sia contatto, per molti di noi questo è lo stimolo principale nel proseguire il progetto. E' una specie di combutta ed ognuno trae motivazione dai progresso degli altri, soprattutto per i più giovani nel team. Ovviamente ognuno ha un livello di partecipazione personale e diverso ad Anonymous, ma ho avuto la fortuna di avere a che fare con ragazzi sempre ultra motivati e che si sentono tra di loro aldilà dei nostri incontri. Anche perchè molti di noi si ritrovano quotidianamente in situazioni skatistiche piuttosto isolate e deprimenti. La maggior parte delle riprese sono state realizzate da me nei nostri incontri, ma ognuno ha anche cercato di farsi filmare da amici della zona o filmandosi da solo, come per la ripresa del fs smith fs out di Daniele alla Madonnina di Pescara, fatta con telecamera poggiata su un altro muretto, visto che quel giorno stava skatando da solo.


Qual'è la parte del video di cui sei più soddisfatto?

Dal punto di vista "tecnico", cioè montaggio+musica+atmosfera+trick direi che quella di Boris mi piace moltissimo, sa di antico ed ipnotico. La sezione PARKS penso abbia un ottimo ritmo. Le parti più vicine a me però del video sono quelle di Pingy e Marco Cavallo, perchè le abbiamo costruite assieme con molti giorni di riprese e sbattimenti.

Chi ringrazi per il proprio contributo, lavoro, supporto in Underground?

Innanzitutto ovviamente l'intero team. Sono loro il vero nocciolo, la sostanza di tutto il progetto. Poi le numerose persone che ci hanno aiutato con le riprese, nel 99% dei casi gratuitamente. Infine Cristina per aver sacrificato per un anno il suo hard disk ad UNDERGROUND.

So che siete già al lavoro per un nuovo video, vuoi parlamene?

Esatto, anche se ovviamente è tutto allo stato embrionale. Iniziano ad esserci le prime riprese. Questa volta però sarà un progetto più programmato dall'inizio.... il video si chiamerà ironicamente ETALIA. Con il nostro skateboarding vogliamo dipingere un quadro personale di cosa vuol dire, nel bene e nel male, skatare in Italia. Contiamo di ultimarlo nel corso del 2006.

Qualche messaggio che vuoi lasciare a chi legge?

UNDERGROUND non è nato per voler dimostrare qualcosa a qualcuno. E' un racconto di strada di ragazzi che skatano e che si divertono nel farlo. E che non lo fanno per soldi o per moda, che non hanno obblighi. UNDERGROUND è un invito a guardare alla sostanza delle cose.
UNDERGROUND vuole dire guardarsi attorno prima di perdersi nel troppo lontano. UNDERGROUND è, per gli altri e soprattutto per noi stessi, una prova della nostra esistenza. Non ci aspettiamo che cambi in meglio o in peggio la vita a qualcuno, ma se almeno uno "spettatore" dovesse sorridere o trarre delle ulteriori motivazioni dalla sua visione allora potremo ritenerci più che soddisfatti.

Saluti?
Approfitto dello spazio che mi date per ringraziare tutti coloro che in un modo o nell'altro supportano il nostro progetto e senza i quali Anonymous non potrebbe esistere. Nello specifico ringrazio tutte le persone che hanno contribuito con i loro trick e le loro riprese alla realizzazione di UNDERGROUND. GRAZIE!



Underground è disponibile nello store e verrà offerto in omaggio fino al 31 Marzo a chi acquista una Tavola Anonymous. Per leggere la scheda prodotto del video potete seguire questo Link
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